Grifo generoso ma impreciso: nella ripresa la squadra di Cangelosi si spegne e i bianconeri colpiscono con Gori e Pagliai
Al “Renato Curi” si respirava l’aria delle grandi occasioni. Tanti tifosi biancorossi sugli spalti, accompagnati da circa mille sostenitori ascolani che non hanno fatto mancare calore e colore per spingere la squadra di Agostinone che sostituiva lo squalificato Tomei. Alla vigilia, mister Cangelosi aveva chiesto ai suoi uomini una reazione forte dopo le ultime prove opache, riconoscendo al tempo stesso la solidità dell’avversario: “Penso sia una partita tattica e noi dobbiamo essere all’altezza e cercare di fare risultato”, aveva detto in conferenza stampa.
Primo tempo: ritmo, occasioni e proteste
Il match si apre subito con emozioni. Dopo appena due minuti Rizzo Pinna impegna Gemello su punizione, ma l’estremo difensore blocca senza difficoltà. L’Ascoli risponde al 5’: un errore in costruzione di Giunti spalanca la strada agli ospiti, Gemello si supera due volte, soprattutto sul gran destro di Milanese dal limite.
Il Perugia reagisce con Torrasi, che dialoga bene con Kanoute ma non trova la porta. Al 15’ Giunti recupera palla e lascia partire un sinistro che scheggia il palo esterno. La partita è viva, maschia, con continui ribaltamenti di fronte.
Non mancano le polemiche: al 28’ e al 34’ l’Ascoli reclama due rigori, entrambi negati dal VAR. Il primo tempo si chiude dopo dieci minuti di recupero, sullo 0-0, con intensità e grinta da entrambe le parti.
Ripresa: il rigore di Gori cambia tutto
Alla ripresa l’Ascoli prende il controllo. Dopo un lampo di Manzari, che sfiora il palo con un tiro velenoso al termine di una galoppata sulla destra, arriva l’episodio chiave: al 70’ Tumbarello stende Oviszach in area, l’arbitro indica il dischetto. Dal dischetto Gori non sbaglia, firmando l’1-0.
Il gol gela il Curi e abbassa i ritmi: l’Ascoli gioca con esperienza, il Perugia prova una timida reazione con Manzari e Montevago ma senza precisione.
Al 82’ cala il sipario: Chakir entra dalla destra con decisione, mette un cross perfetto per Pagliai che da due passi insacca il 2-0. Una doccia fredda per i biancorossi, che nel finale non riescono più a riaprire la partita.
Epilogo amaro e riflessioni
La partita si chiude con qualche tensione sugli spalti, ma il verdetto del campo è netto: l’Ascoli espugna il “Curi” grazie a cinismo e compattezza, confermandosi squadra tosta e organizzata. Per il Perugia, invece, resta il rammarico di un primo tempo positivo ma sprecato, seguito da una ripresa in cui la squadra non è mai riuscita a trovare la giusta aggressività.
Ora per Cangelosi e i suoi uomini serve voltare subito pagina: più che il risultato, a preoccupare è stata la mancanza di continuità e carattere nella seconda frazione. Il pubblico chiede una reazione, almeno in termini di gioco e atteggiamento. La stagione è ancora lunga, ma il Grifo deve ritrovare subito quella grinta che può fare la differenza in Serie C.

