Mer. Mar 11th, 2026

‘NDRANGHETA: OPERAZIONE ‘EUREKA’, 23 ARRESTI TRA REGGIO CALABRIA E ALTRE PROVINCE

narcotraffico internazionale

Reggio Calabria, 04 ott. – (Adnkronos) – È in corso, dalle prime ore
del mattino di oggi, un’operazione dei carabinieri del Ros e del
Comando provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dei Comandi
provinciali di Catanzaro, Pescara, Bologna, Brindisi e Roma. Ventitré
gli arresti in carcere, disposti dal Tribunale di Reggio Calabria su
richiesta della Dda, nei confronti di altrettante persone, già agli
arresti domiciliari e imputate nel processo scaturito dall’operazione
‘Eureka’. Lo scorso 1 ottobre, il Tribunale di Reggio Calabria ha
pronunciato, nel corso del rito abbreviato, una sentenza di condanna
nei confronti di 83 imputati, condannandone 76 e assolvendone 7. Per
23 di questi, su richiesta della Dda, il gip ha emesso il
provvedimento di aggravamento della misura cautelare, disponendo
l’arresto in carcere. L’operazione ‘Eureka’ era scattata all’alba del
3 maggio 2023, quando i carabinieri del Ros del Gruppo di Locri,
eseguirono quattro collegati provvedimenti cautelari nei confronti di
108 persone, indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso,
concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione
finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, con
l’aggravante della transnazionalità e dell’ingente quantità,
produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti,
detenzione/traffico di armi anche da guerra, riciclaggio,
favoreggiamento, procurata inosservanza di pena, trasferimento
fraudolento di valori e altri reati. Furono, inoltre, sottoposte a
sequestro preventivo società commerciali, beni mobili e immobili del
valore di circa euro 25 milioni, localizzati in Italia, Portogallo,
Germania e Francia. L’indagine della Dda di Reggio Calabria,
coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, si
era sviluppata nell’ambito di due Squadre Investigative Comuni, una
intercorsa tra la Dda di Reggio e le Procure tedesche di Monaco I,
Coblenza, Saarbrücken e Düsseldorf e l’altra tra la Dda di Reggio
Calabria, l’Ufficio del Giudice Istruttore del Tribunale di Limburg e
il procuratore federale di Bruxelles, coordinate da Eurojust. Proprio
grazie allo strumento delle Squadre Investigative Comuni, in
contemporanea all’operazione ‘Eureka’, le autorità giudiziarie belghe
e tedesche avevano eseguito rispettivamente 15 e 24 provvedimenti
restrittivi, emessi dalle locali autorità, a carico di ulteriori
indagati per reati in materia di narcotraffico e riciclaggio.
L’indagine della Dda reggina era stata avviata a giugno 2019 grazie
alla sinergia tra l’Arma e la Polizia federale belga che stava
investigando su esponenti della cosca ‘Nirta’ di San Luca (Reggio
Calabria) attiva a Genk (Belgio), dedita, tra l’altro, al
narcotraffico internazionale. Le attività dell’Arma, inizialmente
orientate verso la famiglia Strangio – ‘fracascia’ di San Luca, vicina
a quella dei ‘Nirta’ – si erano estese a diverse famiglie del centro
aspromontano, interessando anche la locale di ‘ndrangheta di Bianco,
in particolare relativamente all’acquisto di ingenti quantità di
cocaina per il mercato locale, detenzione e porto di armi da guerra,
rese clandestine, reinvestimento di capitali illeciti in attività
imprenditoriali, sia in Italia che all’estero, in particolare nei
settori della ristorazione, del turismo e immobiliare. Quanto al
traffico internazionale di stupefacenti era emersa l’operatività di
tre associazioni contigue alle maggiori cosche del mandamento jonico
reggino, con basi operative in Calabria e ramificazioni in varie
regioni italiane e all’estero. Le tre consorterie, anche in sinergia
tra loro, si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane,
ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un
canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia,
dove il prezzo di vendita della droga e risulta sensibilmente più alto
rispetto al mercato europeo.

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