
Non riesce a risollevarsi il Perugia, che esce sconfitto anche dal campo del Carpi per 2-0, incassando così la quinta sconfitta consecutiva in campionato. Un risultato pesante che conferma il momento di grande difficoltà della squadra di Piero Braglia, alla sua prima settimana completa di lavoro da nuovo allenatore biancorosso.
Alla vigilia, il tecnico aveva chiesto una prova di carattere, sottolineando come “solo il campo potrà dare risposte”, ma la risposta del Perugia è stata ancora una volta deludente.
Primo tempo da incubo
Braglia sceglie un undici iniziale rinnovato, ma la partenza è la solita: ritmo basso, poca incisività e troppe distrazioni difensive. Al 23’, il Carpi passa in vantaggio con un colpo di testa di Mazzini sugli sviluppi di un calcio d’angolo, approfittando di una difesa biancorossa distratta.
Il gol scuote solo in parte i grifoni, che provano a reagire ma senza creare vere occasioni. Dieci minuti più tardi, al 34’, arriva il raddoppio dei padroni di casa: Verzo sfonda sulla destra, sfugge a Giraudo e serve un cross perfetto per Casarini, che di testa firma il 2-0.
Reazione sterile nella ripresa
Nella ripresa il Perugia prova a cambiare marcia. Qualche spunto arriva da Kanoute, tra i pochi positivi, ma i grifoni non riescono a concretizzare. Il Carpi gestisce con ordine e spezzetta il gioco, impedendo qualsiasi tentativo di rimonta.
Braglia prova qualche cambio offensivo, ma la squadra appare scarica, senza idee e con una fiducia ormai ai minimi termini. Dopo un finale più combattuto ma povero di occasioni, il triplice fischio sancisce un’altra sconfitta amarissima.
Situazione preoccupante
Per il Perugia, ora, la classifica si fa complicata e l’ambiente è sempre più teso. Tra sette giorni i biancorossi affronteranno il Rimini in una partita che potrebbe rappresentare l’ultima occasione per invertire la rotta e tentare una svolta psicologica in un campionato fin qui deludente.
Il tecnico Braglia dovrà lavorare non solo sulla tattica, ma soprattutto sulla testa dei giocatori, perché il Perugia visto a Carpi è apparso fragile, impaurito e lontano parente della squadra che la piazza si aspettava di vedere.

