L’Aquila, 6 ott. (LaPresse) – I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Teramo hanno controllato ditte e aree in cui si sono verificati gravi infortuni e hanno scoperto un lavoratore in nero che è risultato percettore dell’indennità di disoccupazione che presta attività lavorativa irregolare e un altro dipendente che ha prodotto delle dichiarazioni per mantenere l’erogazione dell’indennità d’invalidità in favore della figlia che invece, dagli ultimi accertamenti, è risultata normodotata. Le situazioni, rimesse alla valutazione dell’autorità giudiziaria, fanno parte di 2 distinte attività d’indagine scaturite dall’ipotesi di reato per truffa ai danni dello Stato e sono state segnalate agli enti competenti per il recupero delle somme. L’azienda con il lavoratore in nero è stata immediatamente sospesa e contestata la relativa sanzione amministrativa. In una località balneare, a luglio, una cittadina è stata investita e dall’indagine è emerso che la donna era stata costretta a camminare sulla strada perché i marciapiedi, su entrambi i lati, erano inaccessibili: uno era occupato da un cantiere edile con un’autorizzazione scaduta e senza aver previsto un percorso alternativo sicuro, stabilito dall’autorizzazione originaria, mentre l’altro era inagibile, privo di pavimentazione e segnalazione. In un esercizio commerciale, una dipendente è rimasta ferita durante la sistemazione del magazzino. Dagli accertamenti è emerso che il datore di lavoro ha fornito attrezzature non conformi e non previste, in violazione degli obblighi di sicurezza previsti dalla legge. Complessivamente, nell’ambito dei controlli sono state elevate ammende per 9 mila 550 e 3 mila 275 euro e sanzioni amministrative per 6mila 100 euro per una somma totale di 18 mila 925 euro.
