Dom. Dic 14th, 2025

Perugia, ennesimo passo falso: il Rimini espugna il Curi e affonda il Grifo

PERUGIA – Doveva essere la partita della svolta, quella del riscatto, e invece per il Perugia arriva un’altra pesante delusione. Al “Curi” passa il Rimini con il minimo scarto, ma con pieno merito, approfittando di una prova sottotono dei biancorossi che sembrano aver smarrito grinta, idee e fiducia.

Braglia, consapevole dell’importanza della gara, sceglie un approccio offensivo fin dal primo minuto, affidandosi al tridente Kanoute – Ogunseye – Matos. E l’avvio lascia sperare: al 3’ proprio Matos inventa da centrocampo per Kanoute, che crossa perfettamente in area dove “Robertone” di testa sfiora il palo alla destra del portiere Vitali. Un lampo, poi il buio.

All’11’ Giunti ci prova da fuori area con un gran tiro che finisce di poco alto sopra la traversa, ma al 19’ arriva il primo brivido per il Grifo: Nwanege perde palla malamente su pressione di Capac, il cui cross si trasforma in un tiro velenoso che costringe Gemello a una difficile respinta di pugno.

Il vantaggio del Rimini arriva al 24’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, confusione in area biancorossa, Tozzuolo cicca il pallone e Lepri ne approfitta con un piatto sinistro che tra una selva di gambe finisce in rete. 0-1 e gelo sugli spalti del Curi.

Il finale di primo tempo è da dimenticare: errori tecnici, mancanza di ritmo e idee confuse. La Nord rumoreggia, chiedendo ai giocatori di “rispettare i nostri colori”.

Ripresa: tanta volontà, poca concretezza

Nella ripresa il copione non cambia. Il Perugia prova a reagire, ma la manovra resta lenta e prevedibile. Al 27’ Kanoute tenta un tiro dal limite, facilmente controllato da Vitali. Al 31’ Montevago ci prova di testa su corner, ma la palla finisce di poco a lato. È l’ennesima occasione sprecata in una gara dove la determinazione non è bastata a mascherare le lacune tecniche e mentali.

Difficile commentare una prestazione così: anche dopo cinque sconfitte consecutive, la squadra non mostra la cattiveria agonistica necessaria. Di fronte, un Rimini umile ma ordinato, capace di gestire con maturità il vantaggio e spezzettare il gioco quando serviva.

Braglia: “Non scappo, ma serve capire dove sbagliamo”

A fine partita, un Braglia visibilmente amareggiato:

“Gettare la spugna? Non penso mai di scappare, ma se capisco che sto sbagliando sono pronto a farmi da parte. I ragazzi lavorano bene in settimana, ma in campo non si vede. Dobbiamo guardare in faccia la realtà.”

Parole che suonano come un’ammissione di impotenza, in un momento in cui la squadra sembra aver perso identità.

Il direttore sportivo Borås non nasconde la delusione:

“Siamo consapevoli dei nostri limiti e ci vergogniamo per questa situazione. La rosa non è da ultima in classifica. Forse serve rivedere qualcosa anche a livello di budget, ma il calcio sostenibile deve andare di pari passo con i risultati.”

Rimini, festa e orgoglio

Soddisfazione invece in casa romagnola. L’allenatore Filippo D’Alesio elogia i suoi:

“Complimenti ai ragazzi. In un momento difficile hanno dato tutto, mantenendo il vantaggio con intelligenza. Ogni giorno è una sfida, ma questa vittoria ci dà forza.”

Autore del gol Lepri, emozionato:

“Sono felicissimo, segnare per la mia città è una sensazione unica.”

Il Perugia esce ancora una volta tra i fischi del suo pubblico. Le parole, ormai, servono a poco: servono fatti, serve una scossa vera. Il tempo delle giustificazioni sembra essere finito.

di essegi

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