Nella tarda serata di Pasqua 2024 i ladri, approfittando della chiusura festiva della Banca e dei locali commerciali attigui, attraverso i tetti si sono introdotti all’interno di una pizzeria dove, indisturbati, hanno praticato un ampio varco nei bagni riuscendo così a introdursi, dopo aver disattivato il sistema di allarme e di videosorveglianza interna, nell’istituto di credito dove hanno svaligiato il bancomat e due casseforti, impossessandosi del contante. A scoprire il furto è stato il titolare della pizzeria quando, all’apertura di lunedì, si è accorto dei consistenti danni ai locali, allertando subito i Carabinieri.
Le indagini hanno portato al sequestro di parte degli arnesi utilizzati per lo scassinamento, al repertamento delle tracce biologiche, nonché all’individuazione dell’autovettura, una Alfa Romeo Stelvio munita di targa estera rubata, utilizzata per la fuga. I successivi accertamenti acclaravano che il gruppo, composto da almeno quattro soggetti, si muoveva in perfetta sinergia e competenza nel campo dell’elettronica e delle trasmissioni, riuscendo in poche ore a portare a termine il loro intento criminale.
Lo scambio info-investigativo ad ampio raggio tra i Reparti dell’Arma e della Guardia di Finanza ha permesso di appurare come la stessa autovettura, risultata immatricolata in Svizzera e noleggiata nel ticinese, fosse già stata impiegata in analoghi furti in numerose località del Nord Italia e come la base operativa della banda fosse localizzata nel lodigiano.
Gli investigatori, coordinati dal Sostituto Laura Collini, dopo l’analisi dei tabulati del traffico telefonico, della tracciatura dei GPS, nonché di attività tecniche sono giunti all’identificazione dei quattro componenti della banda, professionisti del settore, uno dei quali basista e imprenditore edile residente nella provincia di Udine, e alla mappatura dei loro spostamenti sul territorio nazionale, raccogliendo una moltitudine di elementi che hanno portato al deferimento e al rinvio a giudizio.
I quattro individui, insieme ad altri 2 complici, nel mese di dicembre 2024 sono stati arrestati per il furto in una gioielleria di Caprino Veronese dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Palmanova in collaborazione con altri Reparti, tra cui il N.O.Rm di Tolmezzo, già sulle loro tracce. Anche in quella circostanza identico è stato il loro modus operandi: calatisi dal tetto della struttura commerciale, avevano praticato un buco nei locali attigui ed erano entrati nella gioielleria. L’irruzione nell’alloggio che avevano affittato a Pradamano, in cui si erano riparati dopo il raid, ha permesso di arrestarli nell’immediatezza.
