Mer. Mar 11th, 2026

Derby amaro al “Curi”: la Ternana vince 2-1 e il Perugia sprofonda di nuovo

Il derby umbro numero 85 finisce nel peggiore dei modi per il Perugia, sconfitto 2-1 dalla Ternana in un “Curi” gremito, colorato e commosso nel ricordo di Renzo Luchini, cui è stata simbolicamente dedicata una maglia biancorossa posata in panchina. Una cornice straordinaria, arricchita dalla coreografia dei 120 anni del club, che però non è bastata a evitare alla squadra di Tedesco una caduta pesante, sia sul piano della classifica che del morale.

PRIMO TEMPO – Ritmi altissimi, emozioni e un botta e risposta spettacolare

Il Perugia parte con il piede giusto: dopo appena un minuto Calapai sfonda sulla destra, serve Manzari, che però cincischia e perde un’occasione ghiotta. Al 2’ ci prova Montevago, ma il suo destro termina alto.

La Ternana però risponde subito con una punizione insidiosa di Romeo, disinnescata da un Gemello reattivo. È il preludio al vantaggio rossoverde: al 6’, sul secondo corner consecutivo, Durmush pennella per Ferrante che sfugge alla marcatura e infila di testa sul palo lontano. Grifo sotto 0-1 e partita subito in salita.

Il Perugia, però, ha un merito: non crolla. Al 19’ arriva il gol che fa esplodere il Curi: assist geniale di Manzari, inserimento perfetto di Tozzuolo e fucilata sotto l’incrocio. Gol pesante, gol di un perugino, gol che rimette tutto in equilibrio e accende la Nord.

La gara diventa bellissima: occasioni da una parte e dall’altra, ritmi altissimi, intensità quasi da Serie B. D’Alterio salva su Kanoute e su un’altra iniziativa di Tozzuolo (poi annullata per fuorigioco), mentre Riccardi sfiora il 2-1 di testa al 38’. La prima frazione si chiude 1-1 dopo un tempo vibrante, fisico, a tratti spettacolare.

SECONDO TEMPO – Grifo generoso, Ternana spietata

La ripresa inizia con un Grifo sempre aggressivo ma con poca concretezza. È un campanello d’allarme. Il Perugia prova a ribattere con Tumbarello e Manzari, ma le conclusioni sono troppo deboli o imprecise. Tedesco inserisce Matos per aumentare la fantasia, ma al 63’ arriva la doccia gelata: Vallochia si inventa una bordata terrificante da fuori area che sorprende Gemello e riporta avanti la Ternana.

È la mazzata che spezza la partita.

Il Grifo tenta di reagire: Riccardi sfiora il pari, Tozzuolo manda fuori di un soffio in spaccata, ma è più orgoglio che lucidità. La Ternana, sulle ali del vantaggio, colpisce anche una traversa con Garetto e prende sempre più campo, mentre il Perugia perde brillantezza e idee.

Gli ingressi di Ogunseye, Giunti, Bartolomei e Bacchin non cambiano l’inerzia. Montevago finisce anche sul taccuino dei cattivi, mentre l’ultima vera occasione capita proprio a Ogunseye, che calcia debolmente. Troppo poco, troppo tardi.

FINALE – Fischio finale e notte fonda: il Grifo è di nuovo in crisi

Dopo sei minuti di recupero, il direttore di gara chiude il match. La Ternana festeggia sotto la propria curva (senza tifosi), il Perugia resta fermo, quasi spaesato, a incassare una sconfitta che pesa come un macigno.

Il 2-1 finale riapre ferite che sembravano cicatrizzate:

  • la squadra subisce troppo nei momenti chiave,
  • fatica nei duelli,
  • difetta ancora di lucidità negli ultimi metri,
  • e soprattutto mostra una fragilità mentale che nei derby non è perdonata.

Perdere un derby è sempre doloroso, perderlo in casa, davanti a uno stadio così, lo è ancora di più.

Il Perugia esce da questa partita con più dubbi che certezze. E ora la classifica torna a far paura, ma il messaggio del tecnico è molto chiaro: rialzarsi immediatamente e tornare a concentrarsi sulla prossima partita, il campionato ancora non è finito.

di essegi

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