Mer. Mar 11th, 2026

Referendum Giustizia: interrogazioni On. Pavanelli

Referendum, Pavanelli deposita interrogazione: “Formazione forense resti neutrale. Al Ministero chiediamo equità e rispetto rigoroso delle regole”

È stata depositata un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro della giustizia in merito a un’iniziativa dal titolo “Verso il referendum – Le ragioni a confronto”, prevista presso la sede della Fondazione Forense di Terni e in corso di accreditamento ai fini della formazione professionale degli avvocati. Nel materiale promozionale dell’evento compare in modo evidente il logo della campagna referendaria “Vota Sì – È giusto!”, riconducibile al comitato promotore del “Sì”. Circostanza che impone un chiarimento istituzionale, soprattutto alla luce del possibile riconoscimento di crediti formativi obbligatori.

“La formazione continua degli avvocati – dichiara la deputata M5s Emma Pavanelli – è un presidio di qualità e di tutela per i cittadini. Proprio per questo deve restare rigorosamente ancorata a finalità tecnico-professionali, nel rispetto dei principi di neutralità e pluralismo. In una fase delicata come quella referendaria, ogni ambiguità va evitata.”

L’interrogazione richiama il quadro normativo vigente, a partire dalla legge n. 247 del 2012, che disciplina l’ordinamento forense e sottopone il Consiglio Nazionale Forense e gli ordini circondariali alla vigilanza del Ministero della giustizia, nonché l’articolo 9 della legge n. 28 del 2000 sulla comunicazione istituzionale nel periodo elettorale. “Non è in discussione l’autonomia e il prestigio dell’Ordine territoriale forense di Terni, cui va il massimo rispetto per il ruolo svolto nella comunità giuridica – prosegue Pavanelli – ma è doveroso verificare se l’accreditamento di eventi che presentino simboli o messaggi riconducibili a una sola opzione referendaria sia compatibile con la funzione pubblicistica della formazione obbligatoria”. La deputata sottolinea come l’attuale clima politico, già segnato da tensioni che hanno oltrepassato il confronto sui contenuti per scivolare in attacchi alle istituzioni, renda ancora più necessario un rigoroso rispetto delle regole. “Al Ministero chiediamo equità, chiarezza e indirizzi uniformi per tutti gli ordini forensi. La campagna referendaria deve svolgersi nel rispetto della civile tolleranza e delle regole comuni, senza che strumenti destinati all’adempimento di un obbligo formativo possano trasformarsi, anche indirettamente, in veicolo di propaganda”.

Riceviamo e pubblichiamo

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