
Foto, tratta dal libro “Renato Curi una storia…”
Oggi il tempo si ferma, come ogni anno, davanti al nome di Renato Curi. Sono passati tanti giorni, tante stagioni, ma quel pomeriggio di pioggia resta inciso nel cuore di chi c’era, o di chi lo ha soltanto immaginato attraverso i racconti.
Un cielo grigio, uno stadio stracolmo, un silenzio improvviso che ancora oggi parla più di mille parole ed il tentativo disperato di riprendere una giovane vita che se ne stava andando.
Renato non era solo un calciatore, ma un’anima gentile, un ragazzo vero, un esempio di coraggio e di umiltà. Dentro e fuori dal campo portava la luce di chi gioca per passione, di chi dà tutto per un ideale.
Ha vissuto poco, ma ha lasciato tanto, il suo sorriso, il suo coraggio e quel cuore biancorosso che continuerà a battere per sempre dentro la memoria di una città intera.
Quel giorno il destino lo ha chiamato altrove, ma lo ha reso eterno. E da allora, ogni volta che il vento accarezza il “Curi”, sembra di sentirlo ancora correre, leggero, dentro la storia e dentro di noi.
Speriamo che questa sera il Perugia, che giocherà a Latina una gara di Coppa Italia da dentro o fuori, possa mettere in campo almeno un briciolo dello spirito di Renato.
Domani alle ore 18, zona spogliatoi, invece, Don Mauro Angelini celebrerà la Santa Messa per ricordarlo
Alessio Torzuoli / ac-perugia.com
